Agora
Un sistema, non un mobile
Agora nasce per gli spazi che una struttura condivide: l’atrio, il soggiorno, la sala da pranzo, il corridoio che porta alle camere. Sono ambienti che spesso restano vuoti, oppure vengono riempiti con oggetti scelti uno per uno, senza un disegno comune. Agora li tratta come un progetto solo e li compone con pochi elementi ripetibili — armadi e colonne a giorno, pannelli divisori, fioriere, portaombrelli e portabastoni, contenitori bassi che fanno anche da appoggio.
Il colore come riferimento
Il tratto distintivo è la palette: terracotta, senape, salvia e noce, tinte piene e calde che si alternano al bianco delle pareti e ai piani in legno chiaro. Non è solo una scelta estetica. In una struttura grande, un colore riconoscibile per ogni zona o per ogni piano è un riferimento più immediato di un cartello: si impara guardando, non leggendo. Le stesse finiture si ritrovano sui contenitori, sulle fioriere e sui divisori, così una sala resta coerente anche quando la si arreda in due momenti diversi.
Dividere senza chiudere
I pannelli separano il soggiorno dalla zona lettura, o la sala comune dal passaggio, restando attraversabili con lo sguardo: alcuni hanno un’apertura passante che funziona da finestra fra un ambiente e l’altro, altri portano una decorazione dipinta — rami, foglie, lanterne — che ammorbidisce lo spazio senza appendere nulla alle pareti. Ne esce un ambiente articolato ma continuo, in cui chi assiste mantiene la visuale su tutta la sala.
Il verde entra nel percorso
Le fioriere non sono un complemento a parte: si innestano nel corrimano che percorre la parete, così la pianta accompagna il passaggio invece di ostacolarlo e l’appoggio per la mano prosegue senza interrompersi. Accanto agli ingressi gli stessi volumi diventano portaombrelli e portabastoni, nella finitura del resto della composizione: gli oggetti d’uso quotidiano hanno un posto, e quel posto fa parte dell’arredo.